Intervista a Laura Costantini e Loredana Falcone

Buon pomeriggio e bentornati o benvenuti sul mio blog! 🙂 Le nostre due ospiti speciali oggi ci parleranno del loro libro “Blu cobalto“. Si tratta di un thriller con tematiche ambientaliste e con una componente di mistero. é stato pubblicato da dei Merangoli edizioni nel 2019 e si è aggiudicato il titolo di miglior edito nell’edizione 2020 del Liberi di Scrivere Award.

Laura Costantini e Loredana Falcone sono romane. Si conoscono da quando erano adolescenti e il primo collante di un’amicizia ormai pluridecennale è stata la passione per la scrittura. Diverse e complementari (Laura giornalista Rai, Loredana impagabile mamma e splendida cuoca) non si dividono capitoli e personaggi e, insieme, hanno pubblicato 12 romanzi con varie case editrici (mai EAP) e da autrici indipendenti negli ultimi anni.

Per conoscerle meglio vi lascio qui i link dei loro siti http://lauraetlory.blogspot.it

www.lauracostantini.it www.lauracostantini.it/falconecostantini

Intervista

1. Cosa vi ha spinte ad intraprendere la carriera di scrittrici?

Se, come molti pensano, scrittore è solo chi vive con i proventi della propria scrittura, noi non lo siamo. E quindi parlare di carriera potrebbe non avere senso. Diciamo, allora, che siamo due autrici e che, fatta salve le attività connesse alla vita quotidiana, dare voce alle storie che popolano la nostra fantasia è uno degli aspetti più importanti e gratificanti della nostra esistenza. A spingersi ad affrontare le mille difficoltà legate alla scrittura e alla pubblicazione di un libro è stata la passione e la consapevolezza di avere la capacità di intrattenere i lettori. Abbiamo iniziato a scrivere da adolescenti. Non abbiamo avuto fretta di pubblicare, ma quando è accaduto, ed eravamo già più che adulte, i riscontri sono stati entusiasmanti, nonostante nessuna grande CE ci abbia prese in considerazione

2. Avete delle abitudini particolari durante la stesura del romanzo?

La nostra scrittura a quattro mani è una modalità che nessuno riesce a ‘concepire’. Non ci dividiamo capitoli o personaggi. Ci vediamo fisicamente, a casa di Loredana, nella sua cucina, accendiamo il computer e lavoriamo, insieme. La nostra sintonia è ormai tale da sfiorare la telepatia

3. Come avete scoperto la vostra passione per la scrittura? Come l’avete coltivata?

L’abbiamo scoperta attraverso la lettura di tanti, tantissimi romanzi, perché leggere è l’unico vero corso di scrittura creativa. E l’abbiamo coltivata seguendo il consiglio di Stephen King: ti piace scrivere? Fallo. Scrivi, riscrivi, rileggi, correggi, inventa storie, approfondisci personaggi. E intanto leggi quanti più libri possibile, con ammirazione, se lo meritano, con occhio critico, se necessario

4. Dove trovate l’ispirazione per i vostri libri? Avevate già uno schema ben preciso da seguire o l’ispirazione è venuta scrivendo capitolo dopo capitolo?

“L’ispirazione arriva da sé e il nostro problema è non aver mai avuto blocchi. Di storie da raccontare ne abbiamo una folla che ci sussurra nell’orecchio cercando di attirare la nostra attenzione. Quando iniziamo, stendiamo una trama di massima e le schede dei personaggi (soprattutto per le caratteristiche fisiche), poi sono loro, i personaggi, a prendere il comando e, spesso, a cambiare la trama iniziale

5. Secondo voi, perché gli autori decidono di far morire il personaggio che saprete essere il preferito del lettore?

Esistono equilibri all’interno delle storie. Equilibri che nascono dall’interazione dei personaggi. E succede che una morte sia necessaria, nonostante la consapevolezza che il lettore ci resterà male. Altro discorso è quello della fine di un personaggio seriale. Lì, crediamo, subentra la stanchezza dell’autore. Scrivere è entusiasmante se si è liberi di spaziare con la mente e con il cuore. I progetti seriali possono diventare delle gabbie insopportabili

6. Qual è la fase più difficile che uno scrittore affronta durante la stesura del romanzo?

Per quanto ci riguarda, e a costo di apparire superficiali o presuntuose, non esistono fasi difficili. Noi siamo felici durante tutta la stesura dei nostri libri, perché scrivere ci fa stare bene

7. Che sensazione si prova dopo aver scritto un libro?

Gioia, aspettativa per come sarà accolto dai lettori. E voglia di cominciarne subito un altro, completamente diverso, per esplorare altri orizzonti e creare altri personaggi

8. Che consigli dareste a tutti coloro che aspirino, un giorno, a veder pubblicato il proprio romanzo?

Il nostro consiglio è di non scrivere, mai, per pubblicare. Le buone storie hanno bisogno di anima e passione. La pubblicazione è un passo successivo, difficile, molto difficile (a meno che non si decida per il self-publishing – e non lo consiglieremmo a un esordiente) e non deve essere l’obiettivo primario della scrittura. Un pittore dipinge un quadro perché ha bisogno di estrarre da dentro di sé un’immagine. Lo fa, a prescindere se lo esporrà e se verrà venduto. Scrivere è un’arte, non un mezzo per soddisfare la propria vanità e vedere il proprio nome su una copertina. Se ciò che si scrive ha un valore, la pubblicazione arriverà. Ma ci cascano le braccia quando leggiamo, nei gruppi di autori, post di gente che annuncia: Ho deciso di scrivere un romanzo storico (o di qualsiasi altro genere) che tratterà di questo e questo; mi consigliate una casa editrice? Non hanno ancora scritto, hanno solo un’idea e, spesso, nessuna reale conoscenza della tecnica di scrittura. Eppure già cercano la pubblicazione. Ecco, riteniamo questo approccio sbagliato, inutile, controproducente

Angolo libro

Trama

L’isola di Dagon si trova al centro del mar Ionio, in una riserva marina protetta. Sull’isola sorge un resort esclusivo, gestito da Electre Samaras la cui famiglia, da un paio di secoli, è proprietaria dell’isola greca. E custode di un segreto che potrebbe cambiare la storia dell’evoluzione umana. A turbare l’atmosfera incontaminata, riservata a pochi e selezionatissimi ospiti del resort, giunge una campagna di prospezioni geologiche sui fondali, finanziata da una compagnia tedesca alla ricerca di idrocarburi. Per fermare il potenziale disastro ecologico, Electre si rivolge all’organizzazione ambientalista Sesto continente, il cui capo è anche il suo perduto grande amore, Kurt Petri. Dipendere da estranei per la tutela del mare di Dagon, e di ciò che nasconde, non piace a Viki Samaras, cugino di Electre e custode genetico del segreto. A complicare le cose, sull’isola giungeranno anche la biologa marina Giuditta Verri, amica di Electre fino a quando non le ha tolto Kurt, e un giornalista tedesco sotto copertura. Nell’era della massima condivisione delle informazioni e dei social, sarà possibile evitare che il segreto di Dagon salga in superficie distruggendo tutto ciò per cui Electre e Viki hanno combattuto?

Estratto

Kurt Petri (Illustrazioni a cura di Dany&Dany)

“Il sole si è ormai tuffato in mare, ma la luce indugia in cielo a dispetto delle stelle. È il momento che Kurt preferisce. Soprattutto se si trova sul ponte della Dea dello Ionio, alla fine di una dura giornata in mare, con una birra fresca tra le mani. Sapere che la prua punta dritta all’isola di Dagon gli illumina gli occhi di aspettativa e le labbra di un sorriso lieve. Aspetta da anni questo momento. Electre ha bisogno di lui. Con se stesso può essere onesto fino in fondo: mettere i bastoni tra le ruote alla Groeben Methangas è il pretesto che gli serviva per riavvicinarsi all’unico rimpianto della sua vita. Studiavano a Pisa, lui, Electre e Giuditta. Un terzetto di inseparabili, con un intreccio di sentimenti con i quali avevano finito per combinare un disastro. Lui e Giuditta erano compagni di corso a biologia marina. Electre, studentessa in economia, divideva con Giuditta l’appartamento. Giuditta aveva una cotta per lui. Lui aveva una cotta per Electre, che lo ricambiava. Tutto sarebbe filato liscio, si permette oggi di pensare, se il professor Ceccarelli non avesse scelto lui e Giuditta per una campagna di mappatura delle praterie di posidonia oceanica lungo le coste della Sardegna. Un impegno di tre mesi sui mari più belli del Mediterraneo. Ripensa a Giuditta mentre scola la bottiglia di birra.

Viki Samaras (Illustrazioni a cura di Dany&Sany)

Al modo come lo guardava. Occhi scuri e innamorati. Forse non ci ha neanche provato a resistere, ammette. Dopo una settimana erano già a letto insieme. Quello che Giuditta non poteva sapere era che lui continuava a pensare a Electre. Ai suoi occhi grigi, ai riflessi dorati nei capelli. Non ha niente della donna greca, Electre. A parte il mistero e la durezza. Kurt lo sa bene, perché contro quella durezza ha subìto un frontale. E il dolore, a distanza di dieci anni, se lo ricorda ancora. Rivederla, seppur attraverso skype, gli ha confermato che è tempo di rimediare al danno. E che c’è una crepa, nella scorza dell’imprenditrice alberghiera più quotata della Grecia. Lì deve puntare. Lì deve colpire

Se la trama e l’estratto, oltre a queste incredibili illustrazioni, vi hanno colpiti vi lascio qui il link per acquistare il libro 🙂 https://deimerangoli.it/shop/blu-cobalto/

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Siamo giunti alla fine di quest’interessante articolo, che spero vi sia piaciuto. Ringrazio ancora le due autrici per avermi dato la possibilità di intervistarle.

Auguro a tutti voi una buona serata e ci vediamo alla prossima!

Serena.


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